Pina Menichelli

Pina Menichelli

All’anagrafe Giuseppa Iolanda Menichelli, nata a Castroreale in provincia di Messina il 10 gennaio 1890, attrice italiana del cinema muto, figura di primo piano assieme a Lyda Borelli e Francesca Bertini.

Appartenente ad un’importante dinastia di attori teatrali, il cui capostipite fu Nicola Menichelli, apprezzato comico della metà del Settecento, Pina nacque da Cesare e Francesca Malvica, attori girovaghi. Furono attori anche la sorella maggiore Lilla, la minore Dora e il fratello Alfredo.

Pina Menichelli 2

Essendo figlia d’arte, incominciò a recitare fin da bambina, ma la sua vera carriera artistica ebbe inizio nel 1907 quando fu scritturata come giovane amorosa nella compagnia teatrale di Irma Gramatica e Flavio Andò.

Dopo alcune esperienze teatrali, arrivò al cinema grazie alla casa Cines di Roma, una delle più importanti dell’epoca, dove, fra il 1913 e il 1914, recitò in numerosi film. Fra essi spicca “Scuola d’eroi”, dove fu notata dal regista e produttore Giovanni Pastrone, che la chiamò poi all’Itala Film di Torino, dando così inizio alla sfolgorante “avventura cinematografica” dell’attrice.

Pina Menichelli Il fuoco1915

Pina Menichelli in “Il fuoco”,1915

Realizzò così il suo primo film per l’Itala, con la regia di Pastrone (che si firmò Piero Fosco), “Il fuoco” nel 1915. Il film ebbe un enorme successo, e la Menichelli, perfetta nel ruolo di crudele e sensuale maliarda, divenne una stella di prima grandezza, etichettata come la femme fatale per eccellenza del cinema italiano.

Pina Menichelli Tigre reale 1916

Pina Menichelli in “Tigre reale”, 1916

L’anno seguente fu la protagonista di “Tigre reale”, dove, interpretando la sinuosa e fatale contessa Natka, confermò le sue non comuni capacità d’attrice e di femme fatale. Tra gli altri film di successo che realizzò per l’Itala, si possono ricordare “La moglie di Claudio” e “L’olocausto” nel 1918, “Il padrone delle ferriere” nel 1919.

Pina Menichelli Amleto Novelli Il padrone delle ferriere 1919

Pina Menichelli e Amleto Novelli in “Il padrone delle ferriere”, 1919

Nel 1920 passò alla Rinascimento Film, fondata per lei dal barone Carlo Amato, suo futuro marito, continuò ad affascinare le platee di mezzo mondo, nonostante la critica bacchettasse la sua recitazione manierata e forzata tipica dell’epoca, con pellicole come “La storia di una donna” e “Il romanzo di un giovane povero” nel 1920, “La seconda moglie” nel 1922, “La donna e l’uomo” e “La biondina” nel 1923. Sempre nel 1923, stanca di interpretare gli stessi personaggi di seduttrici voluttuose e tormentate eroine, lavorò con brio e agilità a due commedie, “La dama de chez Maxim’s” e “Occupati d’Amelia”, che sbalordirono critica e pubblico.

Pina Menichelli La Dame de Chez Maxims 1923

Pina Menichelli in “La Dame de Chez Maxim’s”, 1923

Dopo questi due lavori si ritirò da ogni attività artistica per dedicarsi ai suoi doveri di madre e moglie serena. La morte di questa conturbante e bravissima diva dalla bella figura, non alta, ma slanciata, capelli biondissimi, grandi occhi azzurri, bocca sensuale, naso un po’ aquilino, avvenuta a Milano il 29 agosto 1984, passò inosservata

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Le sue spoglie riposano nella Basilica di S. Ambrogio a Milano.

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