Lyda Borelli

Lyda Borelli

Nata a Rivarolo nei pressi di Genova il 26 marzo 1884, attrice teatrale e cinematografica, diva del cinema muto.

Lyda Borelli La figlio di Iorio 1904Nata in una famiglia di artisti, il padre Napoleone, la madre Cesira Banti e la sorella Alda erano attori, cominciò la sua carriera in teatro, dove debuttò bambina. Dopo numerosi ruoli minori, nel 1904 fu scritturata come prima attrice giovane nella compagnia Talli-Gramatica-Calabresi e debuttò ne “La figlia di Iorio” di D’Annunzio. Nel 1905 recitò accanto ad Eleonora Duse nella “Fernanda” di Victorien Sardou, interpretando il ruolo di protagonista. Questo spettacolo rappresenta per lei la consacrazione come una tra le più giovani e famose attrici del teatro italiano.

Nel 1912 diventa capocomica nella compagnia Piperno-Borelli-Gandusio, diretta da Flavio Andò. Interpreta alcuni ruoli che la renderanno celebre, soprattutto durante le tournée in Spagna e in Sudamerica, come il personaggio di Salomè nell’omonima pièce di Oscar Wilde.

Lyda Borelli Salomé

Lyda Borelli in costume da Salomè, foto di Mario Nunes Vais

Il 1913 è l’anno del suo debutto cinematografico, diretta da Mario Caserini in “Ma l’amor mio non muore…”, con Mario Bonnard.Lyda Borelli Ma l'amor mio non muore 1913 Considerato come il primo “diva film” del cinema italiano ebbe un grandissimo successo e Lyda diventò subito una diva amata e ammirata dal pubblico. Nacquero neologismi come “borellismo” e “borelleggiare” per descrivere il fenomeno di imitazione che aveva scatenato nel pubblico femminile. La sua fama era eguagliata solo da Francesca Bertini, altra diva del cinema muto italiano.

La sua carriera cinematografica fu intensa ma molto breve, dal 1913 al 1918 interpretò quindici film.

Dopo il successo di “Ma l’amor mio non muore…” interpretò una donna aviatrice (il cui nome è Lyda) in “La memoria dell’altro” nel 1913. I film successivi, diretti da Carmine Gallone, sono quasi tutti soggetti che l’attrice aveva già interpretato con successo a teatro. “La donna nuda” nel 1914, tratto dal dramma di Henri Bataille, “Fior di male” e “La marcia nuziale” nel 1915, “La Falena” nel 1916, “Malombra” e “La storia dei tredici” nel 1917. Fu diretta anche dal celebre Enrico Guazzoni in “Madame Tallien” nel 1916, unico film in costume della sua carriera.

Lyda Borelli 4

Una delle interpretazioni forse più celebri della diva è quella della contessa Alba d’Oltrevita in “Rapsodia Satanica” nel 1917, diretto da Nino Oxilia e accompagnato dalla musica composta da Pietro Mascagni.

Lyda Borelli auto

Nel 1918 fu diretta da Amleto Palermi in “Carnevalesca”, un film dal forte contenuto simbolico basato su una sceneggiatura di Lucio D’Ambra, e interpretò due documentari di propaganda bellica, oggi perduti, “L’altro esercito” (intitolato anche “La leggenda di Santa Barbara”) e “Per la vittoria e per la pace!”.

Lyda Borelli 3

Nel giugno del 1918 si sposò con Vittorio Cini Conte di Monselice, a cui era attribuito uno dei patrimoni italiani più cospicui dei suoi anni, e si ritirò per sempre dalla scene. Col passare del tempo la sua figura venne quasi del tutto dimenticata.

A Bologna le è stata intitolata la “Casa di riposo per artisti drammatici”. Morì il 2 giugno 1959, è sepolta nel Cimitero della Certosa a Ferrara.

Lyda Borelli 2

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