Louise Brooks

c. 1925: Louise Brooks

Nata il 14 novembre 1906 a Cherryvale in Kansas, ballerina, showgirl e attrice statunitense del cinema muto. Nell’ultima parte della sua vita ha svolto anche attività di scrittrice e critica cinematografica.

louisebrooks20Figlia di un avvocato, studiò alla scuola di ballo Denishawn con i pionieri della danza moderna Martha Graham e Ted Shawn. Dissidi di carattere personale con la fondatrice Ruth St. Denis, ne causarono il licenziamento dalla compagnia nel 1924. Grazie all’amica Barbara Bennett (sorella di Constance e Joan), trovò immediatamente un’altra scrittura come ragazza del coro nel musical Scandals di George White, finendo poi per debuttare come ballerina a Broadway nel 1925 con le Ziegfeld Follies.

Come risultato del suo lavoro nelle Follies, attira l’attenzione del produttore della Paramount Walter Wanger, che le fa firmare un contratto di cinque anni nel 1925. Negli Stati Uniti, lavora per il cinema con Howard Hawks nel 1928 in “A Girl in Every Port” e in Francia nel 1930 con Augusto Genina in “Prix de Beauté”.

Di temperamento chiuso e per certi versi difficile, esprime al meglio la sua vocazione artistica in Germania grazie al regista G. W. Pabst che le affida due personaggi dotati di carisma sensuale: una giovane libera e disinibita, costretta da circostanze avverse a diventare una prostituta, in louise-brooks-pandora“Die Büchse der Pandora” e in louise-brooks-tagebuch“Tagebuch einer Verlorenen” nel 1929.

L’interpretazione di questi film, la rese l’incarnazione moderna del mito della donna fatale: sensuale, provocante, amorale e pericolosa, ma allo stesso tempo infantile, innocente e pura. Il personaggio di Lulù cominciò a far presa sull’immaginario collettivo.

Dopo la parentesi all’estero rientrò in patria e, per guadagnarsi da vivere, iniziò a frequentare i night-club dove lavorava come ballerina, recitò in film western minori, lavorò per un periodo in radio e infine fu commessa del grande magazzino Macy’s.

1929: Louise Brooks in The Canary Murder Case.

Luise nell’abito di scena per il film “The Canary Murder Case”, 1929

Dopo la riscoperta dei suoi film di muto avvenuta in Europa tardivamente, scoprì di avere una vena letteraria e iniziò a collaborare a riviste cinematografiche, raccogliendo in un libro, “Lulù in Hollywood”, i suoi saggi sul cinema muto. Riguardo al suo amore per la letteratura, era solita dire che la sua passione per i libri l’aveva resa “l’idiota più erudita del mondo”.

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Louise con il tutù nero per il film “Now We’re In The Air”, 1927. Foto by Eugene Robert Richee

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Per sua stessa ammissione era una donna “sessualmente libera”, vogliosa di sperimentare, senza remore nel posare senza veli per foto di nudo artistico, e le sue tante relazioni sentimentali con svariate personalità del mondo del cinema furono leggendarie all’epoca, anche se molte di esse furono probabilmente esagerate.

Louise si divertiva ad incoraggiare le speculazioni circa il suo ambiguo orientamento sessuale, coltivando amicizie con lesbiche dichiarate e donne bisessuali, incluse Pepi Lederer e Peggy Fears. Ammise di aver avuto qualche rapporto omosessuale, inclusa una notte di sesso con Greta Garbo. A posteriori descrisse la Garbo come “mascolina, ma affascinante e tenera”. Nonostante ciò, Louise si considerò sempre una donna eterosessuale.

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Louise con le perle. Foto di Eugene Robert Richee, 1928

Louise Brooks grave

Morì l’8 agosto 1985, rinvenuta cadavere nel suo appartamento di Rochester, vittima di un infarto, dopo aver sofferto per molti anni di artrite ed enfisema polmonare, è sepolta nell’Holy Sepulchre Cemetery di Rochester nello stato di New York.

 

 

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John H. Striebel si ispirò a lei per disegnare la striscia di fumetti “Dixie Dugan” apparsa sui quotidiani americani dal 1929 al 1966.

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Strisce del fumetto “Dixie Dugan”

Guido Crepax modellò la sua Valentina col suo classico caschetto di capelli neri su Louise.

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Louise Brooks di Giudo Crepax

Hugo Pratt, in una delle avventure di Corto Maltese, “Favola di Venezia”, prende spunto da lei per disegnare la figura di Louise Brookszowyc da Varsavia, che ospita per breve periodo Corto nella sua casa.

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Louise Brookszowyc, dal fumetto “Favola di Venezia” di Hugo Pratt

Lo stesso Pratt nel maggio 1983, durante un suo viaggio in Usa, fece visita a Louise nella sua casa di Rochester.

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Hugo Pratt con Louise nel suo appartamento di Rochester, maggio 1985. Foto di Vincenzo Mollica

Molti altri i disegnatori di fumetti che l’hanno ritratta nei loro lavori, spiccano i nomi di Vittorio Giardino, Cinzia Leone, Milo Manara, Andrea Pazienza, Robetto Baldazzini, Tanino Liberatore e Attilio Micheluzzi.

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